Vedendo il successo di alcuni blog (alcuni di giornalisti che ammiro, altri di persone con cui poco vorrei avere a che fare), ho pensato di aprirne uno anch'io. Nessuna pretesa di raggiungere alcuna cifra di visitatori; semplicemente uno spazio dedicato allo sport (ma non solo) bellunese.
Partiamo con la gara che ho seguito ieri: LONGARONE - OSPITALE 0-1, che ha decretato la promozione in Seconda dell'Ospitale.
E' FINITA come non era iniziata: in trionfo. L’Ospitale batte il Longarone con un gol di Morobianco e stacca il biglietto per l’ottovolante della Seconda categoria, aggiudicandosi il girone B di Terza al termine di una stagione strepitosa. Ma che non era iniziata sotto i migliori auspici: lo 0-3 incassato alla prima contro il Danta sembra lontano un secolo. Quasi come l’ultima volta fuori dai confini calcistici provinciali. Confini che la squadra di Gianni De Bona ha fatto suoi, bruciandoli: 56 punti in 22 gare, di cui 18 vinte. Pareggi e sconfitte al minimo indispensabile, due, con Danta, appunto, e Alpina.
Partiamo con la gara che ho seguito ieri: LONGARONE - OSPITALE 0-1, che ha decretato la promozione in Seconda dell'Ospitale.
E' FINITA come non era iniziata: in trionfo. L’Ospitale batte il Longarone con un gol di Morobianco e stacca il biglietto per l’ottovolante della Seconda categoria, aggiudicandosi il girone B di Terza al termine di una stagione strepitosa. Ma che non era iniziata sotto i migliori auspici: lo 0-3 incassato alla prima contro il Danta sembra lontano un secolo. Quasi come l’ultima volta fuori dai confini calcistici provinciali. Confini che la squadra di Gianni De Bona ha fatto suoi, bruciandoli: 56 punti in 22 gare, di cui 18 vinte. Pareggi e sconfitte al minimo indispensabile, due, con Danta, appunto, e Alpina.
Ieri la formazione cadorina non ha certo trovato un tappeto rosso ad attenderla, ma un Longarone combattivo, pur privo ormai di ambizioni stagionali. La prima emozione la offre dopo 1’ D’Incà, che stoppa e calcia sul fondo da buona posizione un cross di De Cesero. La squadra di casa si affida a ripartenze sporadiche; troppo intraprendente il numero 10 ospite sulla destra, aiutato non poco da Morobianco. È un loro triangolo, rifinito fortunosamente da De Cesero, a chiamare Masciulli in uscita su Jimmy Angeloni, al 20’. L’Ospitale sembra poter passare da un momento all’altro, ma quando Daniele D’Incà è servito ancora da De Cesero, la palla si alza sopra la traversa.
Nel primo tempo le emozioni sono al minimo sindacale, anche perchè dall’altra parte il Longarone ci prova solo dalla distanza. Col terreno viscido la strategia non sarebbe malvagia, ma requisito fondamentale per la buona riuscita è la precisione, che manca agli avanti gialloblù per tutti i primi 45’. Guarda caso, al primo tiro nello specchio, i padroni di casa vanno a un niente dal vantaggio. È il 9’ della ripresa, Calcinoni non trattiene la conclusione di Alessio Zandanel, ma compie un autentico miracolo sul tap in da due passi di Paluschi. E sul rovesciamento di fronte, l’Ospitale passa.
Dalla destra, Mangiameli sorprende Masciulli, che deve rinviare alla meglio coi pugni al limite dell’area, dove Bruno Morobianco esplode il destro, firmando il vantaggio rossonero e venendo ammonito per aver esultato togliendosi la maglietta. Un gol che, superato lo spavento di pochi secondi prima, mette le ali alla formazione cadorina. La quale va vicina al raddoppio in almeno altre tre occasioni: è salvifico Zago, che sulla linea dice di no a D’Incà in due di queste, mentre sulla terza è la scarsa freddezza di De Cesero a graziare la truppa di Bez. E quando D’Incà riesce finalmente a segnare, lo fa a gioco fermo, causa un fallo di Olivier (ammonito nell’occasione) su Talamini sul quale Dal Pan poteva concedere il vantaggio.
Poco male, perchè gli ultimi giri di lancette sono spezzettati dai cambi e dagli infortuni di Alessio Zandanel e Morobianco. E dopo 5’ di recupero, la festa dell’Ospitale può finalmente iniziare: signore e signori, si parte per la Seconda categoria.
Nessun commento:
Posta un commento